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Intervista a Christian Casarotto sui ghiacciai

Poca neve in inverno, molto caldo in estate: i ghiacciai vanno in rosso. Cosa ci aspetta? Ascolta podcast

E i nostri ghiacciai come stanno? Per saperlo è necessario mettere a confronto la quantità di neve che scende dal cielo in inverno con quella che si scioglie in estate. Il bilancio ormai da alcuni anni è negativo: la fusione estiva supera l'accumulo invernale. Questo significa che molti ghiacciai si "estingueranno", nella più rosea delle previsioni, entro la fine del secolo. Ne abbiamo parlato con Christian Casarotto, glaciologo del museo Muse di Trento.

L’uomo interferisce irrimediabilmente con l’emissione di gas serra che, aumentando le temperature, determinano il ritiro glaciale. In tutta Italia ci sono circa 900 ghiacciai, ma per capirne lo stato di salute non bisogna guardare al numero, che paradossalmente aumenta perché ritirandosi i ghiacciai si frammentano, quanto alla loro estensione.

Come spiega il glaciologo del Museo della scienza-Muse di Trento, Christian Casarotto, il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai è diffuso nell’intero arco alpino e la loro superficie negli ultimi venti anni si è drasticamente ridotta di oltre il 30 per cento.

Le Alpi sono un punto caldo del riscaldamento globale e le aree di alta quota sono sentinelle dei cambiamenti climatici, dove sono molto rapidi. La tendenza di arretramento si registra su tutti i ghiacciai, anche i più grandi, che pure rispondono più lentamente all'innalzamento delle temperature in quota. Di questo passo comunque il ghiacciaio della Marmolada, il più esteso delle Dolomiti, come lo conosciamo ora, scomparirà nell'arco di 20 o 30 anni.

Per misurare lo stato di salute del ghiacciaio in inverno si misura quanta neve cade, in estate quanta se ne scioglie ed il “bilancio” finale rivela la salute del ghiacciaio.

Purtroppo negli ultimi vent’anni c’è sempre meno neve, nevica a quote più elevate e le temperature estive sono sempre più elevate. Solo l’anno scorso sono state registrate a maggio e giugno temperature di 2,3 gradi sopra la media del periodo, che sono un'enormità. E a giugno c’erano temperature che solitamente si registrano ad agosto.

Nella storia c’è una certa ciclicità nelle fasi glaciali: ci sono stati periodi in cui i ghiacciai erano molto più piccoli di oggi, in altri molto più grandi. Queste fasi avvengono naturalmente, ma dall’era dell’Antropocene l’uomo interferisce e impatta in modo significativo con l’emissione di gas serra che determinano il ritiro glaciale.

La strada per migliorare lo stato di salute dei ghiacciai passa quindi solo attraverso una riduzione globale delle emissioni climalteranti. E per garantire vita a questi gioielli di ghiaccio contano molto i comportamenti e le scelte che facciamo in tutti i giorni dell’anno, anche quando siamo in città, lontani centinaia di chilometri da questi luoghi. Altrimenti rimarranno presto un ricordo presente solo in cartolina.

Per maggiori informazioni:

Museo delle Scienze Muse di Trento

10 gennaio 2023

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