Intervista a Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei Cambiamenti climatici al Politecnico di Milano e autore del volume “Il clima è già cambiato”

Qual è lo stato di salute del Pianeta? Come spiega Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano, e autore del volume, Il clima è già cambiato. Nove buone notizie sui cambiamenti climatici” (edizioni Ambiente, 2019), ormai il clima è già cambiato sia a livello di temperature (con ondate di calore persistenti e siccità prolungata) sia relativamente alle precipitazioni. E indietro non si torna. Pensiamo ad esempio alla fusione in corso delle calotte glaciali, che darà conseguenze per migliaia di anni.

Purtroppo per molti, nonostante tutte le evidenze, non c’è ancora una sufficiente percezione della necessità di avviare azioni urgenti che influenzino l’aumento delle temperature almeno nel lungo termine. Servirebbero invece azioni decise e strategiche di politica ambientale a livelli diversi, non essendo più sufficienti le azioni «dal basso» e l’adozione di comportamenti individuali più corretti, che producono cambiamenti lenti.

Non mancano però anche le buone notizie, segno che qualcosa si sta muovendo: da un clima diverso nei negoziati internazionali sui cambiamenti climatici, in cui è palpabile il senso dell’urgenza delle azioni, agli interventi di una parte del mondo della finanza per finanziare la riconversione del sistema energetico fossile, con lo sviluppo delle energie rinnovabili, che negli ultimi anni è andato al di là delle più ottimistiche previsioni, alla progressiva decarbonizzazione ed allontanamento dalle fonti fossili.

Le due parole chiave, secondo Caserini, per affrontare il clima che cambia sono mitigazione e adattamento. Due azioni che devono andare di pari passo. Mitigare significa rimuovere la causa, cioè per esempio mettere fine a un sistema energetico basato sui combustibili fossili e metterne in piedi uno basato sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili, fermando la deforestazione. E poi l’adattamento, in quanto la temperatura media a livello globale aumenterà ancora almeno di un altro mezzo grado nei prossimi anni. Pertanto occorre adattarci per minimizzare i danni degli eventi estremi, ad esempio intensificando le misure di protezione civile, mettendo in piedi sistemi di allarme o costruendo diversamente sul territorio.

Per maggiori informazioni:

https://www.climalteranti.it/

Pubblicato il 19 dicembre 2019


 
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