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La sfida della casa comune

L’enciclica Laudato si' di Papa Francesco ci insegna quanto l'ambiente riguardi ognuno di noi. Intervista al professor Vittorio Prodi, fisico e docente universitario

Un’enciclica, Laudato sì di Papa Francesco, non solo ambientale ma anche sociale e politica, perché mette in discussione gli attuali modelli di sviluppo con una chiara scelta di campo, in pieno spirito francescano, verso i più poveri, che più di altri patirebbero le conseguenze del deterioramento della casa comune.

Come sottolinea Vittorio Prodi, fisico, docente universitario, membro della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare molte sono le novità di questo messaggio, a partire dalla descrizione delle dissennate conseguenze dell’agire umano sull’ambiente: riscaldamento globale e cambiamenti climatici, inquinamento e perdita della biodiversità, depauperamento delle risorse naturali e degrado sociale, diffondersi dell’iniquità e aumento delle povertà.

É un testo a tratti sorprendente, perché contiene importanti affermazioni sullo sviluppo sostenibile e sulla decrescita, con un approccio, anche di tipo poetico, verso la bellezza e l’estetica della natura. Eppure è anche un testo di tipo tradizionale, perché riprende tutte le posizioni dei Papi precedenti, a partire da Paolo VI, e perché lega il tema dell’ecologia alla persona umana, l’ambiente naturale alle condizioni sociali.

Vittorio Prodi intervista Laudato si'

L’invito rivolto a tutti, credenti e non credenti, uniti nelle medesime preoccupazioni in quanto abitanti della casa comune, è quello di tornare a vivere con equilibrio nel mondo, per non continuare a consumare più risorse di quante la natura ne disponga e per garantire a tutti il diritto al cibo e all’acqua. Ognuno deve sentirsi responsabile del cambiamento e orientarsi all’azione, riducendo i propri consumi e scegliendo stili di vita più sobri e sostenibili.

Con un richiamo incessante alle istituzioni sovranazionali, perché i problemi sono globali, a ridisegnare il mondo che vogliamo e di compiere le scelte necessarie per cambiare rotta prima che sia troppo tardi. Solo in questo modo si potrà raggiungere la pace e un benessere pieno e condiviso da tutti.

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09 settembre 2015

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