La fine del 2025 ha portato un po' di chiarezza rispetto agli obblighi delle aziende europee sul bilancio di sostenibilità. Ecco le novità
Il percorso della normativa europea sulla sostenibilità segna un’importante svolta verso la semplificazione. Il 16 dicembre 2025, il Parlamento Europeo ha approvato la propria posizione sul pacchetto Omnibus I, una direttiva che modifica profondamente i criteri di applicazione della CSRD (rendicontazione di sostenibilità) e della CSDDD (dovere di diligenza). L’obiettivo dichiarato è ridurre il carico amministrativo per le imprese, in linea con la nuova strategia di competitività dell'Unione Europea, seppur a fronte di un drastico ridimensionamento della platea di aziende coinvolte. Ecco i dettagli.

Il bilancio di sostenibilità non scompare, ma cambia radicalmente perimetro, ecco le nuove disposizioni secondo l’aggiornamento normativo:
Per supportare le aziende in questo passaggio, la Commissione UE istituirà un portale digitale unico per l’accesso a modelli e orientamenti guida nazionali ed europei.
Ancora più marcato è l'intervento sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), la norma nata per prevenire impatti negativi su diritti umani e ambiente nelle catene del valore:
Le modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus I entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE (prevista a breve, dopo il via libera formale del Consiglio). Gli Stati membri avranno tempo fino al 2028 per recepire la direttiva, mentre per la CSDDD la piena applicazione è slittata al 26 luglio 2029.
Questo "dietrofront" normativo, che secondo le stime escluderà circa il 90% delle aziende precedentemente coinvolte, rappresenta solo il primo capitolo di una strategia di semplificazione più ampia. La Commissione ha infatti già presentato una seconda fase (Omnibus II) per ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi in settori chiave come l’economia circolare e le emissioni industriali.
Nonostante l’innalzamento delle soglie escluda la maggior parte delle piccole e medie imprese dagli obblighi di legge, la trasparenza in ambito ESG resta una leva competitiva imprescindibile. Per le PMI che desiderano comunicare il proprio impegno senza affrontare la complessità dei report destinati alle multinazionali, l'EFRAG ha sviluppato lo standard VSME (Voluntary Small and Medium-sized Enterprises).
Adottare volontariamente questo schema semplificato offre vantaggi concreti che vanno oltre la semplice "compliance":
Lo standard VSME è pensato proprio per essere proporzionato e modulare, permettendo alle imprese di iniziare con un set di informazioni base e di crescere nel tempo, trasformando la sostenibilità da costo amministrativo a opportunità di mercato
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Giulia Baccolini: g.baccolini@lalumaca.org - tel. 328.3533825
23 gennaio 2026
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