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Intervista a Marina Spadafora sulla moda etica

Un viaggio nel mondo della moda etica, per trasformare i consumatori da spettatori passivi a elettori consapevoli. Ascolta il podcast

In un mondo dove la moda corre veloce, spesso calpestando i diritti delle persone e la salute del Pianeta, c’è chi da anni lavora per invertire la rotta. Ne parliamo con Marina Spadafora, Stilista, coordinatrice di Fashion Revolution Italia e ambasciatrice di moda etica nel mondo.

Fashion with a Mission

Marina Spadafora non è solo una stilista o una consulente dell'ONU; è una donna che ha fatto della sostenibilità una missione di vita, riassunta nel suo iconico motto: "Fashion with a Mission". Per Marina, un vestito non è mai solo un esercizio estetico, ma un potente strumento di riscatto sociale.

Dagli ingranaggi del lusso alla trasparenza

La sua non è la scelta di chi segue una tendenza del momento. Marina arriva dai vertici della moda di lusso, un osservatorio privilegiato che le ha permesso di vedere da vicino gli ingranaggi, spesso opachi, della filiera tessile. La vera svolta è arrivata nel 2013, dopo la tragedia del Rana Plaza: da quel momento, come coordinatrice di Fashion Revolution Italia, la sua battaglia è diventata la trasparenza.

"Chi ha fatto i miei vestiti?" non è solo una domanda, ma un diritto sacrosanto di chi acquista e un dovere morale per chi produce.

Elettori consapevoli: ogni acquisto è un atto politico

Nel suo libro "La rivoluzione comincia dal tuo armadio" (Solferino Editore), scritto insieme a Luisa Ciuni, Marina ci toglie i panni di semplici spettatori per darci un nuovo ruolo: quello di "elettori consapevoli".

L'idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: ogni acquisto è un atto politico. Ogni volta che apriamo il portafoglio, stiamo votando per il mondo che vogliamo.

Attraverso queste pagine, Marina ci guida a smascherare le insidie del greenwashing, insegnandoci a distinguere tra l'impegno autentico e le mere strategie di marketing. Impareremo a leggere le etichette per conoscere davvero ciò che indossiamo e a riscoprire il valore dei materiali naturali. Ma, soprattutto, ci invita a un cambio di prospettiva: amare ciò che già possediamo attraverso la cura, il rammendo e la trasformazione. Perché, in fin dei conti, il capo più sostenibile è quello che abita già nel nostro armadio.

Un ponte tra istituzioni e artigiani: la rivoluzione gentile

Oggi Marina agisce come un ponte prezioso tra le grandi istituzioni europee e i piccoli artigiani del Sud del mondo. La sua visione è chiara: la bellezza di un abito è reale solo se è pulita anche la sua storia produttiva. Non può esserci fascino in un capo che ha inquinato un fiume o sfruttato un lavoratore.
La sfida che ci lancia è una rivoluzione gentile: smettere di consumare passivamente e iniziare a indossare i nostri valori. Perché cambiare il mondo può essere semplice come scegliere cosa indossare ogni giorno.

Per maggiori informazioni

Fashion Revolution Italia

13 marzo 2026

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