L’idrogeno è sempre più al centro dei progetti di transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Ascolta il podcast con l'intervista esclusiva a Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili

L’idrogeno è l’elemento più leggero e più abbondante dell’universo ed ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo importante nello scenario energetico del futuro. Ad affermarlo è Mauro Spagnolo, direttore del quotidiano digitale Rinnovabili.it, secondo cui ci troviamo alla vigilia di una grande trasformazione energetica globale proprio grazie all’avvento dell’idrogeno.

In realtà l’idrogeno non è una fonte di energia, come i combustibili fossili o le rinnovabili, ma un vettore energetico, come l’elettricità, che può essere sfruttato per produrre e immagazzinare energia illimitata e non inquinante. L’idrogeno, inoltre, permette non solo il trasporto di energia ma anche il suo immagazzinamento, a differenza dell’energia elettrica che viene perduta se non viene utilizzata nel momento in cui viene prodotta.

In base alla fonte di energia utilizzata per produrlo si parla di idrogeno grigio, oggi il più diffuso, derivante però da fonti fossili come in particolare il gas naturale, idrogeno blu, proveniente dai rifiuti tramite pirolisi, processo che consente di valorizzare gli scarti e re-immettere nel mercato l’energia che ancora possiedono, separando l’anidride carbonica e stoccandola in ambienti chiusi nel sottosuolo, e idrogeno verde, prodotto direttamente da energie rinnovabili per elettrolisi, senza alcuna generazione di anidride carbonica.

L’idrogeno blu e verde sono molto più costosi dell’idrogeno grigio e rappresentano ancora una quota minima del totale, ma la sfida del futuro, in una politica zero carbon, è quella di aumentare le quote di idrogeno verde.

Crescono infatti gli investimenti europei e internazionali, calano i costi di produzione tramite fonti rinnovabili e migliorano le tecnologie per lo stoccaggio, rendendo l’idrogeno uno dei protagonisti del Green new deal europeo, come previsto anche dalle recenti proposte presentate dalla Commissione Europea per l’integrazione dei sistemi energetici.

Se si manterrà l’impegno per una forte limitazione delle emissioni di gas a effetto serra puntando alla cosiddetta climate neutrality, l’idrogeno potrà fornire un contributo anche in settori che non possono essere attualmente elettrificati con fonti rinnovabili, come ad esempio il trasporto marittimo e aereo e il trasporto pesante.

Ci saranno presto trasporti, industrie e riscaldamento che andranno con la stessa materia delle stelle?

Pe maggiori informazioni:

www.rinnovabili.it

Pubblicato il 25 novembre 2020


 
Viviverde

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