Eco-arte per smuovere gli animi? Si può fare. Ascolta il podcast con l'intervista esclusiva a Massimo Marchiori, eco-artista veneziano che trasforma i rifiuti marini in opere d’arte

Utilizzare i rifiuti abbandonati in mare per trasformarli in opere d’arte. È il lavoro dell’artista veneziano Massimo Marchiori che, dopo anni di lavoro nell’automotive e dopo una brutta malattia che ne ha risvegliato il coraggio di vivere inseguendo i propri sogni, è diventato artista, designer e scultore.

Di origine silbana, piccola isola della Croazia, Massimo Marchiori ha iniziato le sue creazioni partendo da materiali di recupero. Dapprima il cartone da imballo, il materiale povero per eccellenza, usato dai senza tetto come materasso, scelto perché rappresenta il modello di società consumistica usa e getta che abbiamo costruito. Con Massimo il cartone ha preso la forma di sculture che raffigurano oggetti in grandezza naturale, quali bicilette, moto, strumenti musicale, addirittura un aeroplano della prima guerra mondiale. Il cartone si è poi fuso alla plastica abbandonata in mare e sono nati i suoi primi pesci. Una vecchia bottiglia di plastica diventa la bocca, un pettine la pinna, una gruccia la coda, delle cime e reti di plastica la schiena.

Sculture nate per raccontare e sensibilizzare, per far capire che il problema dell’inquinamento è comune ad ogni latitudine ed è generato da noi stessi, dai nostri comportamenti. La parte artistica legata alla pulizia del mare ha preso il nome di Stari Ribar, che significa in croato vecchio pescatore. Un pescatore saggio, con esperienza, che in questo caso non pesca il pesce ma la plastica per realizzare il pesce.

E così l’arte si fa racconto e il racconto si fa arte, e le opere d’arte sono diventate occasione di racconto per educare i bambini delle scuole primarie. Che sono i più facili da sensibilizzare perché in grado di trasformare i materiali poveri con la fantasia in tante occasioni di gioco e di divertimento e in grado, tornati a casa, di invitare con il loro entusiasmo genitori e familiari ad adottare comportamenti di rispetto ambientale.

Come spiega Massimo Marchiori, “la mia forma d'arte diventa strumento per sensibilizzare lo spettatore al problema dell'inquinamento dei mari. Ma non mi basta. Credo che divulgare un pensiero non sia sufficiente, solo il coinvolgimento attivo di tutti può creare una cassa di risonanza capace di cambiare il nostro modo di vivere nel mondo”.

Le sculture si possono trovare in esposizione nel laboratorio di Verona, in diversi punti vendita sparsi in Italia, sul sito www.stariribar.it e su tutti i principali social.

Per maggiori informazioni:

www.stariribar.it

Pubblicato il 18 dicembre 2020


 
Viviverde

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