Intervista a Marco Lambertini, direttore generale del WWF internazionale, sugli effetti dell’inquinamento da plastica nei mari e negli oceani

L’aumento di rifiuti da plastica ha superato da tempo i livelli di guardia. A breve il peso della plastica in mare supererà quello dei pesci. Nel Pacifico galleggia un’isola di plastica grande quasi quanto l’Europa. Recentemente altre isole di plastica sono state individuate anche nel Mediterraneo. Una vera e propria zuppa di polietilene e microplastiche, che si sposta danneggiando tutto ciò che ha attorno, dalla fauna marina fino ad arrivare alla nostra salute. A seguito dell’inquinamento da plastica dispersa in ambiente, infatti, ogni persona ingerisce in media ogni settimana cinque grammi di microplastica, l’equivalente in peso di una carta di credito, che fanno 250 grammi ogni anno.

Come spiega Marco Lambertini, direttore generale del WWF internazionale, è ormai chiaro a tutti che si tratta di un problema globale, che può essere risolto solo affrontando le cause alla radice. Se non vogliamo plastica nel corpo, dobbiamo fermare i milioni di tonnellate di plastica che ogni anno continuano a diffondersi nell'ambiente naturale.

L’analisi del WWF mira a mettere in luce come la portata dell’inquinamento da plastica non sia altro che il risultato di politiche insufficienti in merito alla gestione di questo materiale tanto utile quanto pericoloso, a partire dalla produzione fino ai processi di smaltimento. E la responsabilità è di tutti, nessuno escluso. Dai produttori, alle autorità pubbliche, fino ad arrivare ai consumatori, cioè tutti noi.

Conosciamo ora il problema e contrastarlo è una sfida alla quale ognuno di noi è chiamato a rispondere. È quindi necessario agire rapidamente e concretamente per fermare la silenziosa invasione di plastica che minaccia i mari di tutto il pianeta e la salute di ogni essere vivente.

Con una petizione rivolta a tutti i cittadini del pianeta, il WWF sprona i governi di tutte le nazioni ad adottare un piano politico per raggiungere un sistema economico circolare e sostenibile. Con l’obiettivo di ridurre in maniera consistente la produzione di rifiuti plastici fino ad arrivare a bloccarne completamente la dispersione in natura entro il 2030.

Per informazioni:

Leggi il Report "Mediterraneo in trappola"

Pubblicato il 25 luglio 2019


 
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