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giugno 2020  › newsletter ambientale di La Lumaca

Il mondo dopo il Pil Ecointerviste

Intervista al prof. Lorenzo Fioramonti per una nuova economia nell'era della post crescita

Per oltre settanta anni è stato alla base delle analisi e delle scelte dell’economia globale ad ogni latitudine. È il prodotto interno lordo (Pil), ovvero la somma dei beni e dei servizi finali prodotti da un Paese in un determinato periodo di tempo. Ma ora a causa dell’intensificarsi del riscaldamento globale e dell’aggravarsi della crisi economico-finanziaria non è più adeguato a misurare lo stato di salute e benessere di un Paese. Ne è convinto Lorenzo Fioramonti, parlamentare, già ministro dell’Istruzione, che nel suo ultimo libro Il mondo dopo il Pil. Economia e politica nell’era della post-crescita (Edizioni Ambiente, 2019) ricorda come in realtà il Pil non sia stato pensato per misurare il benessere, neanche nelle intenzioni iniziali. Esso misura ciò che produciamo e ciò che consumiamo ma non misura in alcun modo se ciò che produciamo o consumiamo aumenta in qualche modo il nostro “progresso”, il nostro benessere sociale.

Ogni processo produttivo presenta infatti non solo dei valori positivi ma anche dei costi sociali e ambientali che non possono rimanere esclusi e che vanno considerati per comprendere se una certa produzione è davvero conveniente. Ad esempio, in relazione al petrolio, i costi per produrlo e l’energia che ne deriva per mettere in moto le automobili e per trasportare le merci è realmente utile, ovvero crea più valore dei danni ambientali e di salute? Inoltre il Pil non dà alcun valore né alle attività “informali” come il volontariato e il lavoro nelle famiglie, né alle attività delle economie dematerializzate, meno legate alle transazioni ma che producono effetti positivi per l’economia. Sono tutte distorsioni pesanti, che inducono i decisori politici ed economisti a prendere decisioni sbagliate.

Cambiare le misurazioni è una strada molto intelligente per influenzare i comportamenti degli attori politici, sociali ed economici. Esistono altri indicatori che misurano altri aspetti, ad esempio il benessere la felicità, molto importanti perché ogni società ha diritto ad avere una sua “idea” di felicità.

E’ Il momento di cambiare respiro - dice infatti Fioramonti -, i cambiamenti climatici, le innovazioni tecnologiche, le crisi politiche ci dicono che è questo Il momento di agire favorendo il passaggio da un’economia verticistica a una più orizzontale: questo approccio può condurre alla piena occupazione e alla riduzione delle disuguaglianze, garantendo una prosperità davvero sostenibile.

Centri estivi per ripartire Informazione

Le nostre soluzioni dedicate ad aziende e famiglie per conciliare il lavoro con la cura dei figli in questa fase 2

L’estate 2020 non è ancora iniziata ma è già densa di sfide. Da un lato c’è il mondo del lavoro che deve “correre” per recuperare i mesi di lockdown, dall’altro la vita domestica che tra smart working, bimbi in carenza di socialità e nonni da tutelare sta avendo i suoi bei grattacapi. Per rispondere alle esigenze delle persone in questo nuovo scenario, La Lumaca ripensa alla sua offerta di centri estivi per bambini e ragazzi e propone alle imprese soluzioni di welfare aziendale cucite su misura per attivare circoli virtuosi tra ambiente di lavoro e famiglia.

In questa fase l’unica parola d’ordine che conta è: sicurezza. I nostri centri estivi si atterranno rigorosamente a tutte le norme dettate dal Governo e dai protocolli regionali. Al momento dell'ingresso e dell'uscita sarà attivato un apposito triage con la messa in atto di alcune procedure a tutela della salute della comunità, tra cui la misurazione della temperatura e la disinfezione delle mani. L'attività sarà organizzata a piccoli gruppi, con rapporto 1 educatore ogni 7 bambini (per la fascia della scuola primaria) e per tutto il turno la composizione del gruppo non sarà modificata, al fine di ridurre al minimo i contatti incrociati tra persone. In misura maggiore rispetto agli anni precedenti, le proposte privilegieranno l'attività all'aperto e ogni giorno ci sarà una pulizia approfondita degli ambienti utilizzati, attrezzature e giochi compresi. Tutti gli educatori saranno inoltre formati con uno specifico percorso formativo sulla sicurezza e le regole anti-contagio.

Ma per quest'estate 2020 abbiamo sentito il dovere di fare qualcosa di più per essere a fianco di famiglie e imprese. Per questo abbiamo ideato un ventaglio di servizi per riorganizzare spazi in azienda (o all’esterno di essa) e ospitare i figli dei dipendenti, farli giocare, studiare, divertirsi: dar loro finalmente lo svago estivo di cui quest’anno hanno particolarmente bisogno. Via libera quindi ai mini centri estivi, alle animazioni, ai laboratori creativi, al baby-sitting di comunità e a molto altro ancora. Ogni proposta sarà progettata sulla base delle esigenze effettive dell’azienda, dei suoi spazi e delle sue dimensioni: vent’anni di esperienza nel settore ci consentono di proporre soluzioni alla portata di tutti.

Oggi tre lavoratori su dieci non hanno nessuno a cui lasciare i bambini, affidare i bimbi ai nonni è fortemente sconsigliato e la baby sitter non è per tutte le tasche – ha recentemente dichiarato il nostro presidente Guido Ricci . Lo smart working è certamente indispensabile e va coltivato, ma una mamma o un papà che restano a casa a fare amministrazione davanti al monitor non possono al contempo prendersi cura dei figli. Per questo vanno ripensati gli spazi di lavoro ed i servizi che le aziende e lo Stato mettono a disposizione dei lavoratori, così da non maltrattare la famiglia, certamente uno dei beni più preziosi. Dobbiamo rispondere con coraggio a questi disagi cambiando totalmente il nostro approccio alla quotidianità, tutto è da rivedere se vogliamo rialzarci senza perdere la nostra umanità.


Per informazioni:

Rinascere con il Green Deal Informazione

Il Manifesto delle imprese che si mobilitano per uscire della pandemia con la ripresa green. La Lumaca ha firmato

Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l'Italia. È questo il titolo del Manifesto che più di quattrocento imprese italiane, tra cui La Lumaca, hanno sottoscritto per promuovere con forza un progetto di sviluppo nazionale in chiave green. La ripresa ha tanti interrogativi ma su una cosa c'è certezza: servono misure per rendere il sistema sanitario, la società e l’economia più resilienti nei confronti delle pandemie, ma servono anche nuove misure per affrontare minacce future, innanzitutto la grande crisi climatica.

Non ha dubbi in merito Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Ministro dell’Ambiente firmatario del protocollo di Kioto nel 1997: “Perché dovremmo rischiare di passare dalla padella alla brace? Di rialzarci con grande fatica sapendo già che poi correremo l’alto rischio di ricadere, in tempi che la scienza ha indicato come relativamente vicini, in un’altra pandemia, quella della crisi climatica? “

Un nuovo Green Deal è l’unica via percorribile per una più forte e duratura ripresa, perché valorizza le migliori potenzialità dell’Italia, quelle legate alle produzioni di qualità, sempre più green: come il riciclo dei rifiuti, pilastro dell’economia circolare, in cui il nostro Paese è già a livelli di eccellenza; l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili di energia; l’agricoltura sostenibile; la rigenerazione urbana in chiave green delle città; la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, necessario al riavvio di diverse attività economiche come il turismo; la transizione verso una mobilità decarbonizzata, elettrica e condivisa; l’innovazione digitale.

Su questi temi il Manifesto punta a promuovere il coinvolgimento del mondo delle imprese e della più vasta opinione pubblica e, con i primi 110 firmatari, è stato inviato al Governo, ai Parlamentari e alle Istituzioni europee.

Per informazioni:

http://greendealitalia.it/

Green video? Ottima idea Campagne

Video social, video green: scopri tutte le potenzialità degli strumenti di lead generation del momento

Hai mai provato a tenere il conto di quanti video guardi ogni giorno? No, vero? Ma sono tanti e saranno sempre di più. Secondo un recente studio di Cisco, nel 2020 l’82% del traffico internet sarà generato da video digitali. Ecco perché se vuoi fare comunicazione sul web non puoi fare a meno dei video per raccontare ai tuoi leads chi sei. E se sei un’azienda green o comunque attenta alla responsabilità sociale d’impresa e alla green reputation hai già molto, moltissimo da raccontare.

Le realtà che già operano in settori green e RSI, infatti, si trovano oggi con un bagaglio di contenuti potenziali che possono diventare fortemente strategici per il marketing. Ma occorre valorizzarli con azioni di comunicazione efficaci sui canali contemporanei: i video, appunto. I video hanno la capacità di rendere semplice qualsiasi cosa (pensa quante volte un tutorial ti ha salvato dal leggere il libretto d’istruzioni?). I video sanno emozionare, coinvolgere, entrare in connessione con chi li guarda. Sanno divertire, intrattenere e in questi mesi di lockdown si è visto quanto questo possa fare la differenza.

La Lumaca può creare per te contenuti video di valore per i tuoi canali social: attività educational online, teatro smart, divulgazione scientifica, animazioni digitali. Dalle pillole, ai tutorial, dalle web series ai video istituzionali, dagli spot al motion graphic design possiamo aiutarti a raccontare i tuoi progetti di RSI, welfare e ovviamente sostenibilità ambientale.

Questo è il momento di essere sul digitale ed è il momento di esserci con i video. Pensaci (ma non troppo, eh?).

Per informazioni:

Marcella Benassi, m.benassi@lalumaca.org - tel. 3347800289

Guarda tutti i nostri lavori qui.

L'ambiente a scuola è digitale Campagne

ATA Ancona continua ad entrare nelle scuole con progetti D.A.D. per sensibilizzare le future generazioni su rifiuti e risorse

Nella provincia di Ancona l’educazione ambientale non si è fermata! I progetti “Scarabeo Verde” e “Tree for future”, promossi da ATA Rifiuti, insieme ad AAto 2 e Ludoteca “Riù” della Regione Marche, da oltre un mese sono diventati digitali. Già dall’inizio della quarantena, infatti, La Lumaca e la sua partner Atlantide si erano attivate per mettere a disposizione strumenti didattici on line di educazione alla sostenibilità.

Coinvolgendo oltre 1000 classi e quasi 18.000 studenti, le attività di sensibilizzazione sui temi dei rifiuti, della risorsa idrica e del rispetto per l’ambiente, rivolti alle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Ancona, sono stati trasformati in contributi utilizzabili in modalità digitale, riscuotendo grande consenso.
I docenti, che già avevano aderito da inizio anno scolastico ai progetti di educazione ambientale, hanno potuto agevolmente accedere a tutti i nuovi contributi didattici dalla pagina facebook di ATA o dai siti dedicati ai progetti didattici Scarabeo Verde per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado e Tree for future per la scuola secondaria di secondo grado.
Le lezioni virtuali e le nuove modalità di didattica a distanza hanno coinvolto e stimolato gli studenti. Tra queste attività, ha riscosso grandissimo successo "Trivial Trash", sfida on line all’ultimo click sulle tematiche dello sviluppo sostenibile. Un concorso legato al progetto “Tree for future” per le secondarie di secondo grado che hanno partecipato numerose, dimostrandosi estremamente preparate. Con grande passione e impegno ATA continua così a rimanere a fianco di docenti e studenti fino alla fine dell’anno scolastico.

Per informazioni:

info@lalumaca.org

La Lumaca al tempo del Covid Informazione

Quello che abbiamo imparato dal nostro lockdown, tra smart working, tanto digitale e la nostra amata resilienza

Tutto è iniziato davvero un venerdì pomeriggio, quando un collega è entrato in ufficio dicendo “Coronaviruzzz… è arrivato a Lodi”. Un rapido sguardo ai siti di notizie, qualche titolo letto velocemente per poi ritornare subito alla tabella di marcia delle scadenze, delle urgenze, della vita così come la conoscevamo. Era il 21 febbraio 2020. Tre giorni dopo, il lunedì, saremmo rientrati in ufficio in uno scenario completamente cambiato di mani da lavare di frequente, colpi di tosse da fare nel gomito (pena il disappunto collettivo) e l’inquietudine costante al pensiero del numero sempre in crescita di persone contagiate e poi, purtroppo, di quelle morte.

Difficile dire ora cosa abbiamo imparato in questo lockdown ma di certo è tanto. Nel giro di pochi giorni ci siamo ritrovati a lavorare da casa, a dover trovare il modo di far funzionare e bene quello smart working di cui avevamo così tanto parlato negli ultimi anni con timide e sporadiche sperimentazioni, pensando soprattutto ai suoi benefici ambientali.

Per la prima volta in quarant’anni abbiamo conosciuto la cassa integrazione (che nel nostro caso specifico si chiama FIS), con tutte le difficoltà materiali ed emotive che si porta dietro. Molti di noi si sono ritrovati senza la certezza del lavoro, primi tra tutti i nostri educatori che si occupano ogni giorno di sostegno scolastico a bambini e ragazzi in difficoltà.

Abbiamo vissuto sulla nostra pelle la questione delle scuole chiuse, proprio in quel periodo dell’anno in cui i nostri educatori ambientali a scuola ci vanno tutti i giorni. E mentre gli insegnanti imparavano in fretta a fare quella che poi sarebbe stata ribattezzata D.A.D (didattica a distanza), altrettanto velocemente noi convertivamo al digitale i nostri progetti di educazione alla sostenibilità con video, lezioni in diretta, kit didattici virtuali ma soprattutto tanta pazienza ed energia.

Con l’avvicinarsi dell’estate e con la riduzione della diffusione dei contagi, abbiamo capito che volevamo essere all’altezza delle sfide dell’estate 2020, per dare risposte alle tante persone in difficoltà, tra lavoro e figli. Abbiamo per questo ripensato ai nostri centri estivi, creando un nuovo catalogo di servizi di welfare aziendale per sostenere le imprese e le famiglie.

Riflettendo sul lockdown non vogliamo dimenticare quelli che non ci sono più, quelli che hanno perso una persona cara senza poterla salutare, quelli che stanno ancora soffrendo. Questo pensiero ci aiuta a dare il giusto peso alle difficoltà quotidiane e a non farci dimenticare che siamo esseri umani che abitano sullo stesso pianeta. In quarantena abbiamo imparato ancor di più ad ascoltare e ad ascoltarci, ad essere vicini nonostante dovessimo rimanere lontani. Abbiamo capito che la nostra impresa non è un luogo fisico o un insieme di unità produttive ma, soprattutto, un gruppo di persone che sa tirar fuori il meglio di sè nelle difficoltà, riesce a sostenersi a vicenda per affrontare l'indecifrabile, è capace di prendere decisioni quando certezze non ce ne sono e sa imparare dai propri limiti ed errori. In una parola abiamo sperimentato quello che teorizziamo da anni: la resilienza.

Questa è stata la prima parte di questo pazzesco 2020. Noi siamo qui. Noi continuiamo così.

ViviVideo: Man 2020 Vivivideo

E mentre gli uomini sono in quarantena la natura fa festa: nel 2020 l'acume di Steve Cutts colpisce ancora

Vivigulp maggio 2020 Vivigulp

107 Sviluppo post crescita

14 maggio 2020: Overshoot Day Italia Informazione

Il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse è già arrivato. L’ultima volta in cui una Terra ci è bastata era il 1975

Lo smart working fa bene all'ambiente Informazione

Un'indagine di Enea in 29 Amministrazioni pubbliche rileva gli effetti green del lavoro agile: 46 milioni di km evitati ad esempio

Al via Circonomia 2020 Appuntamenti

Il Festival dell’economia circolare e delle energie dei territori: dal 20 maggio in versione digitale e dal 17 settembre live

È verde, il colore della ripresa Fai la cosa giusta

Dalla rete le iniziative green che cambiano in meglio il futuro

ViviSlurp: la ricetta di maggio 2020 Vivislurp

Tortini di piselli: ricetta per 6 persone, preparazione 10 minuti, cottura 20 minuti

I piselli, come tutti i legumi, presentano un frutto chiamato baccello che racchiude i semi: questo è il momento migliore per gustarli, soprattutto quelli di prima raccolta, che in genere arrivano dal Sud dell’Italia, poiché sono tenerissimi e dolci, con semi piccoli e molto gustosi.
Vanno sgusciati solo appena prima di cuocerli, perché altrimenti, il contatto con l’aria può far facilmente indurire i semi.
Dal punto di vista nutrizionale, i piselli sono legumi poco calorici, ricchi fibra ed apportano una quantità di glucidi ridotta rispetto agli altri legumi. Per di più, sono una miniera di acido folico, vitamina C e sali minerali come potassio e magnesio

INGREDIENTI PER 6 PERSONE:

Lessate i piselli in acqua salata per 5 minuti, poi scolateli e frullateli insieme alla ricotta. In una terrina sbattete le uova e aggiungete poco alla volta la farina setacciata, il burro fuso, il latte e il formaggio grattugiato. Mescolate bene poi aggiungete la purea di piselli e ricotta. Aggiustate di sale e aggiungete il pepe appena macinato. Distribuite l’impasto in 6 stampini (tipo muffins) e infornate nel forno preriscaldato a 200 °C per circa 20 minuti, secondo le dimensioni degli stampi. Lasciate intiepidire i tortini prima di servirli.

L’arte del riciclo in cucina I baccelli dei piselli, che vengono normalmente eliminati, hanno un gusto molto dolce e delicato e contengono molti minerali: possono essere usati per preparare gustosi e salutari brodi vegetali, oppure una volta lessati, passati al passaverdure per eliminare i filamenti fibrosi, vi daranno una squisita purea che potrete utilizzare per arricchire passati e zuppe di verdure.

Consigli utili per diminuire l’impatto della tua stampa