marzo 2026
› newsletter ambientale di La Lumaca
Intervista a Stefano Moriggi su tecnofobia e intelligenza artificiale
Podcast
Oltre la tecnofobia: un approccio costruttivo per una nuova sostenibilità culturale. Ascolta il podcast
Oltre la tecnofobia: un approccio costruttivo per una nuova sostenibilità culturale. Ascolta il podcast
Ogni
rivoluzione tecnologica
- dalla scrittura alfabetica alla fotografia, fino all'avvento di Internet - ha
storicamente alimentato una reazione ambivalente: da un lato l'entusiasmo
acritico, dall'altro una tecnofobia paralizzante, nutrita dal timore di
perdere l'essenza stessa dell'umano. Ne abbiamo parlato con Stefano Moriggi, storico e filosofo della scienza, presidente del corso di laurea di Digital Education presso l'Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Superare la tecnofobia
Come spiega Stefano Moriggi nel libro “Oltre la tecnofobia. Il digitale dalle neuroscienze all'educazione” (Raffaello Cortina Editore, pag. 208), scritto con Vittorio Gallese e Pier Cesare Rivoltella, occorre superare questa dicotomia per affrontare l'era dell'Intelligenza Artificiale Generativa con gli strumenti della consapevolezza critica e della sostenibilità culturale.
Secondo Moriggi, la resistenza verso le reti generative non è un fenomeno nuovo, ma la manifestazione di una paura atavica: la paura della delega. Il fatto che una macchina possa produrre testi, poesie o immagini mette in crisi il nostro presunto monopolio sulla creatività e sull'intelletto.
L’IA come specchio umano
L’IA agisce come uno specchio: riflette i nostri "fantasmi", ovvero le ansie di sostituzione e la fragilità della nostra condizione. Tuttavia, Moriggi ci ricorda che l'essere umano è per natura homo technicus; la tecnologia non è un'aggiunta artificiale, ma una componente costitutiva della nostra evoluzione. Superare la tecnofobia significa dunque accettare un de-centramento, rinunciare all'illusione antropocentrica di essere il perno immobile dell'universo per riconoscerci come parte di un sistema complesso e "datificato".
Governare la rivoluzione digitale
Per governare la rivoluzione digitale, Moriggi propone di abbandonare la cosiddetta "algebra morale”, il tentativo riduttivo di classificare gli strumenti tecnici esclusivamente come "buoni" o "cattivi".
La vera sfida è la sostenibilità culturale: il punto non è se usare o meno l'IA, ma come "conversare" con essa. Bisogna imparare a interrogare la macchina per gestire l'abbondanza di dati senza rinunciare alla capacità di giudizio.
I divieti all’utilizzo delle tecnologie sono soluzioni illusorie. Occorre invece formare una cittadinanza digitale capace di progettare l'innovazione, rendendola uno strumento di emancipazione e accessibilità.
Un nuovo umanesimo digitale
L'IA non deve essere un sostituto del pensiero, ma un partner in un ecosistema in cui l'uomo impara a navigare in mare aperto, accettando la sfida di una società globalizzata ed iperconnessa.
In definitiva, la proposta di Moriggi è un invito a un nuovo umanesimo. Non si tratta di difendersi dalla tecnologia, ma di abitarla con intelligenza, trasformando l'inquietudine per l'ignoto in un'occasione per ripensare profondamente i nostri processi cognitivi, educativi e sociali.
Bilanci di sostenibilità: dall’UE via libera alla semplificazione Appuntamenti
La fine del 2025 ha portato un po' di chiarezza rispetto agli obblighi delle aziende europee sul bilancio di sostenibilità. Ecco le novità
Il percorso della normativa europea sulla sostenibilità segna un’importante svolta verso la semplificazione. Il 16 dicembre 2025, il Parlamento Europeo ha approvato la propria posizione sul pacchetto Omnibus I, una direttiva che modifica profondamente i criteri di applicazione della CSRD (rendicontazione di sostenibilità) e della CSDDD (dovere di diligenza). L’obiettivo dichiarato è ridurre il carico amministrativo per le imprese, in linea con la nuova strategia di competitività dell'Unione Europea, seppur a fronte di un drastico ridimensionamento della platea di aziende coinvolte. Ecco i dettagli.
CSRD: soglie più alte e meno obblighi per le filiere
Il bilancio di sostenibilità non scompare, ma cambia radicalmente perimetro, ecco le nuove disposizioni secondo l’aggiornamento normativo:
- Nuove soglie di applicazione: l’obbligo di rendicontazione scatterà solo per le imprese UE con una media di oltre 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro.
- Imprese extra-UE: la norma si applicherà alle società non UE con un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro nel mercato unico.
- Semplificazione per la filiera: le imprese con meno di 1.000 dipendenti non saranno più tenute a fornire dati aggiuntivi ai propri partner commerciali più grandi, ma possono limitarsi alle informazioni previste dai regimi di rendicontazione volontaria.
Per supportare le aziende in questo passaggio, la Commissione UE istituirà un portale digitale unico per l’accesso a modelli e orientamenti guida nazionali ed europei.
CSDDD: il dovere di diligenza diventa per "pochi"
Ancora più marcato è l'intervento sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), la norma nata per prevenire impatti negativi su diritti umani e ambiente nelle catene del valore:
- Solo per i grandi player: le soglie di applicazione salgono a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato annuo (per le imprese UE). Questo restringe il campo a circa 1.600 aziende in tutta l'Unione.
- Piani di transizione: scompare l'obbligo per le imprese di presentare piani di transizione climatica che certifichino la compatibilità del modello aziendale con gli obiettivi di sostenibilità.
- Sanzioni e vigilanza: le aziende inadempienti saranno perseguibili a livello nazionale, con ammende che potranno arrivare fino al 3% del fatturato netto mondiale.
Cosa accadrà ora?
Le modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus I entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE (prevista a breve, dopo il via libera formale del Consiglio). Gli Stati membri avranno tempo fino al 2028 per recepire la direttiva, mentre per la CSDDD la piena applicazione è slittata al 26 luglio 2029.
Questo "dietrofront" normativo, che secondo le stime escluderà circa il 90% delle aziende precedentemente coinvolte, rappresenta solo il primo capitolo di una strategia di semplificazione più ampia. La Commissione ha infatti già presentato una seconda fase (Omnibus II) per ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi in settori chiave come l’economia circolare e le emissioni industriali.
Oltre l’obbligo: alle PMI conviene il bilancio volontario (VSME)
Nonostante l’innalzamento delle soglie escluda la maggior parte delle piccole e medie imprese dagli obblighi di legge, la trasparenza in ambito ESG resta una leva competitiva imprescindibile. Per le PMI che desiderano comunicare il proprio impegno senza affrontare la complessità dei report destinati alle multinazionali, l'EFRAG ha sviluppato lo standard VSME (Voluntary Small and Medium-sized Enterprises).
Adottare volontariamente questo schema semplificato offre vantaggi concreti che vanno oltre la semplice "compliance":
- Accesso facilitato al credito: le banche richiedono sempre più spesso dati ESG (Environmental, Social, Governance) per valutare il profilo di rischio e concedere finanziamenti a tassi agevolati.
- Posizionamento nelle filiere: anche se non obbligate dalla legge, le grandi aziende "capofila" continueranno a privilegiare fornitori trasparenti che forniscono dati chiari e standardizzati sul proprio impatto.
- Reputazione e talento: un bilancio di sostenibilità redatto secondo i criteri VSME è uno strumento potente per attrarre nuovi talenti e consolidare la fiducia di clienti e comunità locali.
Lo standard VSME è pensato proprio per essere proporzionato e modulare, permettendo alle imprese di iniziare con un set di informazioni base e di crescere nel tempo, trasformando la sostenibilità da costo amministrativo a opportunità di mercato
Dubbi su Omnibus?
Contattaci per una consulenza senza impegno.
Giulia Baccolini: g.baccolini@lalumaca.org - tel. 328.3533825
Consulenza per la transizione ecologica Campagne
Progetto europeo Skills for Transition: La Lumaca al fianco delle cooperative per accompagnarle nella transizione ecologica
La transizione ecologica non è solo una sfida tecnologica, ma soprattutto culturale e di competenze. È questo il cuore di SKI.F.T. (Skills for Transition), l’iniziativa europea volta ad accompagnare le imprese verso modelli più sostenibili. In questo contesto, La Lumaca ha affiancato due importanti realtà della cooperazione sociale, Riabilitare e Anziani e non solo (ANS), in percorsi mirati a trasformare la consapevolezza ambientale in azioni concrete e narrazioni trasparenti. Vediamo i dettagli.
Riabilitare: la sostenibilità entra nella cura domiciliare
Il percorso realizzato per la cooperativa Riabilitare di Ferrara ha coinvolto l’intera compagine sociale in un’analisi profonda dei propri impatti e della loro comunicazione esterna. Il progetto si è sviluppato su tre pilastri:
- Formazione e consapevolezza: incontri formativi per guidare i soci nel mondo della sostenibilità, dall’Antropocene fino ai moderni criteri ESG, e costruire un linguaggio comune sulle sfide del cambiamento climatico.
- Consulenza sull’impatto ambientale: attraverso la mappatura dei dati, sono state identificate le aree prioritarie di intervento, mobilità e consumi energetici. Tra le azioni concrete co-progettate ricordiamo la creazione di un sistema di monitoraggio e calcolo delle emissioni di CO2 per gli spostamenti collegati allo svolgimento delle attività.
- Bilancio Sociale e comunicazione: il documento di rendicontazione è stato riprogettato in ottica ESG, rendendolo uno strumento digitale e grafico capace di comunicare con efficacia l’impegno della cooperativa a tutti gli stakeholder anche attraverso i canali social.
Anziani e non solo: comunicare il cambiamento
Per la cooperativa Anziani e non solo (ANS) di Carpi, il progetto si è concentrato sulla capacità di generare impatto attraverso la comunicazione strategica e l'identità valoriale. Gli step del percorso sono stati:
- Analisi dell'identità e storytelling: attraverso incontri di gruppo, è stata analizzata l’immagine della cooperativa per allinearla ai valori della transizione. La formazione ha fornito strumenti di storytelling per narrare in modo efficace l'impatto sociale e ambientale.
- Project-work e strumenti interni: il percorso non è rimasto teorico, ma ha visto la realizzazione di piani di lavoro e strumenti di comunicazione interna ed esterna.
- Valutazione d'impatto: consulenze individuali che hanno permesso di revisionare il bilancio sociale, valorizzando i risultati raggiunti e orientando le strategie future. In questo percorso sono stati creati degli strumenti per il calcolo e il monitoraggio della CO2 risparmiata grazie alle politiche di Smart working e di efficientamento dei viaggi.
I risultati: una cultura della sostenibilità condivisa
Questi percorsi dimostrano come la sostenibilità non si limiti alla "riduzione dei consumi", ma significhi anche riprogettare il modo di fare impresa sociale, rendendola capace di rispondere alle sfide del presente con strumenti scientifici e strategie di comunicazione trasparenti.
La transizione ecologica nel Terzo Settore non è un lusso, ma una necessità per garantire resilienza e valore nel tempo. Percorsi come quelli di Riabilitare e ANS dimostrano che, con il giusto supporto, ogni organizzazione può diventare protagonista del cambiamento, trasformando i propri processi interni in un vantaggio per l'intera comunità.
SKI.F.T. Skills for Transition
Il progetto SKI.F.T., finanziato nell’ambito del Grant Agreement 101126777, è un esempio concreto di come, attraverso l’innovazione e la collaborazione, sia possibile generare un impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità. Il supporto finanziario ed operativo ad ANS nell’ambito del progetto SKI.F.T è stato erogato da Legacoop Emilia Romagna attraverso Demetra formazione.
Per maggiori informazioni:
Giulia Baccolini
tel. 3283533825
Una campagna per ridurre la plastica monouso Informazione
“Acqua in Comune” è il progetto del Comune di Reggio Emilia che promuove sostenibilità e riduzione della plastica monouso
A Reggio Emilia ha preso vita il progetto “Acqua in Comune. Reggio Emilia Plastic FreER” promosso dal Comune di Reggio Emilia. Un’iniziativa che coniuga sostenibilità, educazione ambientale e promozione di comportamenti virtuosi, rivolta sia alle cittadine e ai cittadini, sia alle lavoratrici e ai lavoratori del Comune di Reggio Emilia. Il progetto ha previsto l’installazione di 20 erogatori d’acqua gratuiti nei principali uffici comunali e in alcune biblioteche cittadine e, con il supporto de La Lumaca, la realizzazione di un progetto di comunicazione che ha coinvolto alcune scuole e il personale comunale, affiancato da una campagna social con Sofia Pasotto, attivista per il clima e divulgatrice della crisi climatica. Scopriamo i dettagli dell’iniziativa.
Erogatori d’acqua gratuita nei luoghi pubblici
Nel mese di ottobre 2025 sono stati installati 20 erogatori d’acqua a colonna all’interno delle principali sedi comunali, in 4 biblioteche (Panizzi, San Pellegrino e Rosta Nuova e nel Centro Culturale Orologio). Gli erogatori distribuiscono gratuitamente acqua naturale filtrata, sia a temperatura ambiente che refrigerata, con l’obiettivo di diminuire drasticamente l’uso delle bottigliette di plastica monouso.
L’iniziativa si rivolge a circa 1.000 dipendenti comunali e a tutti gli utenti delle biblioteche coinvolte, con la finalità di creare abitudini quotidiane più sostenibili e rispettose dell’ambiente.
Sensibilizzazione, educazione e partecipazione
Ma “Acqua in Comune” non si limita semplicemente all’installazione degli erogatori: è anche un progetto di formazione e informazione per promuovere l’utilizzo degli erogatori, imparando il valore dell’acqua come risorsa e l’importanza di ridurre l’utilizzo delle bottigliette di plastica monouso.
A tal fine si sono infatti svolte attività animate e interattive rivolte a 16 classi e circa 400 ragazze e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado che frequentano le biblioteche dove sono stati installati gli erogatori. All’interno degli uffici comunali, è stata svolta una specifica attività di formazione-informazione e sono state distribuite 1.100 borracce per le e i dipendenti del Comune coinvolti, incentivando comportamenti virtuosi, non solo sul luogo di lavoro, ma anche nella vita quotidiana.
Il progetto prosegue anche nel mondo digitale, con una campagna su Facebook e Instagram volta sempre a informare sulla presenza degli erogatori, a sensibilizzare sull’uso consapevole della plastica e sull’importanza dell’acqua come risorsa. La campagna ha visto la partecipazione di Sofia Pasotto (Te lo spiega Sofia), attivista per il clima e divulgatrice della crisi climatica, che ha raccontato e promosso le iniziative del progetto.
Numeri che fanno la differenza
Le stime ambientali del progetto sono ambiziose. Si prevede che, grazie agli erogatori, verranno distribuiti oltre 250.000 litri di acqua di rete filtrata all’anno. Questo eviterà l’uso di oltre 500.000 bottigliette di plastica da mezzo litro e inoltre, contribuirà a ridurre l’immissione nell’ambiente di circa 10 tonnellate di rifiuti di plastica e le emissioni di CO₂ di oltre 40 tonnellate l’anno.
Un tassello del piano più ampio
“Acqua in Comune” è congruente con la Strategia regionale “Plastic Fre‑ER” ed è stato finanziato con il contributo di ATERSIR e Regione Emilia-Romagna nell’ambito del “Bando per la concessione di contributi per la realizzazione di progetti comunali di riduzione della produzione dei rifiuti” annualità 2024 - FONDO D'AMBITO EX L.R. 16/2015.
Il progetto si inserisce, inoltre, nel quadro più ampio delle politiche ambientali cittadine, parte del piano strategico RE‑ACTS – Reggio Emilia per Aria, Clima, Terra e Salute. L’iniziativa mira a promuovere una cultura della sostenibilità, favorendo modelli di consumo responsabili e sempre più consapevoli.
Per maggiori informazioni:
Family Day di Natale Appuntamenti
Una festa di Natale in azienda aperta alle famiglie dei dipendenti. Il tema? Sostenibilità, naturalmente
Organizzare un evento di Natale in azienda dedicato anche alle famiglie dei dipendenti è una scelta che coltiva la cultura aziendale e il senso di appartenenza. Lo scorso dicembre, Iris Ceramica Group ha aperto le porte a figlie e figli di dipendenti per un pomeriggio insieme: una festa di Natale in azienda dal titolo "Re-use, re-love". Il programma di attività, curato da La Lumaca, ha sviluppato il tema della sostenibilità attraverso laboratori, teatro e un attesissimo swap party di giocattoli. Ecco com'è andata.
Re-use, re-love: la festa di Natale di Iris Ceramica
Questo Natale, La Lumaca ha supportato Iris Ceramica Group nell’organizzazione delle attività rivolte ai bambini della festa aziendale aperta a dipendenti e famiglie. Nel programma di attività proposte e realizzate la sostenibilità è stata il filo conduttore. Il ciclo dell'acqua e il risparmio idrico è stato il protagonista della teatralizzazione "Le forme dell'acqua": una performance che accompagna bambine e bambini in un viaggio interattivo "dalle nuvole al mare". Sempre grande interesse è stato raccolto dalle attività di riciclo creativo, con proposte diverse per ogni fascia di età. I più piccoli hanno potuto cimentarsi nella costruzione di alberelli di Natale con materiale di recupero e tanta fantasia. I più grandi hanno invece sperimentato la costruzione di un "villaggio del sole" con casette di cartoncino e pannelli fotovoltaici. Immancabile in questi eventi è stato lo spazio morbido dedicato ai piccolissimi: un'area di quiete dove bambini e bambine da 0 a 3 anni hanno potuto giocare insieme a mamma e papà.
Ri-gioca: lo swap party dei giocattoli
Elemento di novità è stata l'organizzazione di un momento di scambio e baratto: lo swap party dedicato ai giocattoli. A tutti i piccoli partecipanti è stato richiesto di portare almeno un giocattolo che non usa più. In cambio ha ricevuto alcune monete "simboliche" da utilizzare per scegliere altri giochi portati dagli altri partecipanti. Lo swap party dei giocattoli è stato un modo divertente e sostenibile per dare una nuova vita ai tanti giochi che bambine e bambini hanno in casa, facendo fare esperienza diretta del dono e del riuso. Gli oggetti rimasti sono stati donati dall’Azienda al Centro del Riuso NuovaMente di Sassuolo.
L'Aula Verde di Barbazoo 2026 Appuntamenti
A Vignola sono ricominciati gli appuntamenti green gratuiti per bambini e ragazzi dai 3 agli 11 anni presso l'Aula verde di Barbazoo
È di ritorno l'Aula Verde di Barbazoo, con le sue attività gratuite per bambini, bambine, ragazzi e ragazze dai 3 agli 11 anni. Le attività si terranno presso il Nido d'infanzia e Centro per Bambini e Famiglie BARBAPAPÀ, di Vignola (MO). Per il settimo anno consecutivo La Lumaca propone un ricco calendario di appuntamenti creativi mirati a promuovere l'educazione alla sostenibilità e alla bellezza attraverso una varietà di esperienze, tra cui laboratori, giochi, teatro e letture artistiche. Tutte le attività sono gratuite ma è obbligatoria la prenotazione.
Che cos'è l'Aula Verde di Barbazoo
L'Aula verde di Barbazoo è uno spazio a misura dei più piccoli, un luogo di esperienze dove creare occasioni di incontro, condivisione e promuovere stili di vita sostenibili. Il programma proseguirà per tutto l’anno scolastico, fino a maggio.
Scarica il calendario del programma di gennaio e febbraio 2026
Dove e quando
Tutti i laboratori si svolgono al Nido d'infanzia e Centro per Bambini e Famiglie Barbapapà, in via Don Giuseppe Pellegrini a Vignola:
- Lunedì dalle 16:30 alle 18:30: per bambini/e e ragazzi/e dai 5 agli 11 anni
- Sabato dalle 15:30 alle 18:30: per bambini/e e ragazzi/e dai 3 agli 11 anni
Come partecipare
Le iniziative sono gratuite, la prenotazione (mensile) è obbligatoria tramite modulo online: https://bit.ly/3tRwjsH
Solo per i piccoli dai 3 ai 6 anni non compiuti (o per chi non frequenta ancora la scuola primaria) è richiesta la presenza di un adulto.
Per maggiori informazioni:
Chiamare o inviare un WhatsApp al 320/1930764 dal lunedì al giovedì, dalle 14:30 alle 15:30, oppure inviare una e-mail a e.pomelli@lalumaca.org
Vivigulp gennaio 2026 Vivigulp
La tecnofobia è una storia lunga Vivivideo
Dai tempi della scoperta del fuoco, l'uomo si confronta con la tecnofobia. Guarda il video di The Freedom Compass
Capire la tecnofobia Fai la cosa giusta
Dalla rete, informazioni e spunti sulla tecnofobia
Tecnofobia: che cos'é?
Da sempre abbiamo paura delle novità
Il caso dell'intelligenza artificiale
Un esempio di tecnofobia oggi
L’educazione digitale è la chiave