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luglio 2020  › newsletter ambientale di La Lumaca

Biodiversità sul tavolo Ecointerviste

Rischiamo il collasso del sistema alimentare? Ascolta il podcast con la nostra intervista a Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità

Biodiversità, un patrimonio sempre più fragile, con 26mila specie a rischio di estinzione tra piante e animali. La loro scomparsa metterebbe in crisi l'intero sistema alimentare, ormai basato su un pugno di prodotti. Il mondo sta cambiando a una velocità impressionante, sostiene Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. L'agricoltura industrializzata degli ultimi decenni, che ora è una delle principali vittime del cambiamento climatico, ha posto le basi per la rivolta della natura: il 30% dei gas serra sono emessi dal sistema produttivo agroalimentare, il 70% delle terre sono utilizzate per allevare gli animali di cui ci nutriamo.

Con quali strumenti possiamo far fronte a questa grande sfida che attende l'umanità? Solo un'agricoltura ed un’alimentazione realmente sostenibili possono aiutarci a trovare un nuovo equilibrio. Oggi, oltre 500 Presìdi Slow Food coinvolgono in Italia più di 13mila produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

Ogni persona poi può incidere in modo importante, ogni giorno, acquistando consapevolmente e collaborando con chi, a ogni latitudine, custodisce il nostro pianeta e la sua biodiversità. Non resta molto tempo per invertire la rotta. E perciò servono con urgenza politiche agricole comunitarie a protezione della biodiversità alimentare e agricola.

Oggi fortunatamente la percezione del problema si sta diffondendo, aggiunge Piero Sardo, ci pare che la gente sia più sensibile, ma forse non ci si rende conto della gravità del problema. Un conto è una perdita progressiva, un conto è un collasso catastrofico. Dobbiamo sperare di essere ancora in tempo per evitare questa estinzione di massa, ma abbiamo bisogno dell’impegno di tutti.

La biodiversità è fondamentale per gli ecosistemi, per gli esseri umani, ed è alla base della diversità alimentare. Un’enorme sfida ci attende: nutrire oltre 9 miliardi di persone nel 2050 in modi che garantiscano un’alimentazione sana ed evitino il sovra sfruttamento delle risorse naturali.

Per informazioni:

Fondazione Slow Food per la Biodiversità

Quando la scuola è digitale... Informazione

Dalla gamification alla realtà aumentata, le nostre proposte di educazione ambientale a distanza per il nuovo anno scolastico

La scuola è appena finita ma è già ora di pensare a settembre: si potrà andare in classe? E come? Per un anno scolastico pronto a tutto La Lumaca propone soluzioni di didattica a distanza (ormai conosciuta da tutti come D.A.D) applicate all’educazione ambientale, differenziate per ordine scolastico, con cui integrare o sostituire l’offerta didattica tradizionale.

Ma come funziona la scuola green sul web? Le opportunità possono essere tante ed è fondamentale l'attenzione alle specifiche esigenze per creare il modulo più adatto ad ogni classe. A seconda dell’età degli studenti e delle necessità degli insegnanti, la didattica digitale può essere realizzata in diretta online oppure attraverso appositi kit di contenuti web da utilizzare offline in autonomia, senza vincoli di giorno e orario. Video-lezioni, presentazioni multimediali, giochi interattivi, letture animate e laboratori scientifici e creativi possono comporre l’esperienza della didattica digitale.

Con i collegamenti virtuali e i virtual tour a 360 gradi è possibile visitare impianti, musei, riserve naturali e con la tecnologia della realtà aumentata si accede direttamente ad approfondimenti multimediali. Il digitale crea nuove opportunità di formazione per gli insegnanti attraverso i webinair, termine ormai molto popolare che non più bisogno di spiegazioni.

Nell’epoca del Game, per fare un esempio, saper padroneggiare la metodologia della gamification per progettare i percorsi didattici può fare la differenza per far comprendere anche i concetti più astratti e impegnativi e mantenere viva l’attenzione dei ragazzi in modo divertente.

Se progettata con cura, quindi, prestando la massima attenzione alle esigenze pedagogiche dei destinatari e alla valorizzazione dei mezzi utilizzati, l’educazione ambientale a distanza può essere un interessante e ormai imprescindibile trampolino di lancio per appassionare le giovani generazioni alla cura del pianeta, ma è necessario curare al meglio alcuni elementi chiave. Il tempo in primis perché la lezione non può durare quanto quella in presenza, pena la perdita di attenzione, ma anche il dinamismo dell’attività proposta.

"In questi mesi di scuola digitale in un certo senso obbligata” afferma il Presidente di La Lumaca Guido Ricci "è emerso con ancora più forza quanto i percorsi educativi a distanza abbiano grandi potenzialità di coinvolgimento, perché parlano la stessa lingua dei nativi digitali. Da qui la scelta di supportare sempre meglio e di più le scuole in un percorso digitale che possa mettere al centro anche l'ambiente e la sostenibilità".

Per informazioni:

Marcella Benassi, m.benassi@lalumaca.org- tel. 3347800289

E state al centro estivo! Appuntamenti

Da oltre 20 anni al servizio delle famiglie: sono i centri estivi La Lumaca (aperti fino a settembre)

Diamo ai bambini l'estate che meritano. Con queste parole nel cuore abbiamo lavorato nelle ultime settimane per proporre alle famiglie centri estivi di alta qualità in grado di soddisfare i bisogni di socialità dei più piccoli e garantire tutta la sicurezza necessaria in questo delicato momento post quarantena. A seguire le opportunità con ancora posti disponibili.

NEW! CENTRO ESTIVO MARANELLO "I SEGRETI DI MADRE NATURA"

CENTRO ESTIVO MODENA GOLF & COUNTRY CLUB

ATTENZIONE: La Lumaca rientra tra i soggetti gestori che hanno aderito al progetto regionale conciliazione vita-lavoro, sarà quindi possibile richiedere al proprio comune di residenza il contributo sulla retta di frequenza di 84 euro a settimana (fino ad un massimo di settimane), che può essere integrato al bonus baby-sitting emergenza Covid-19.

L'organizzazione dei centri estivi si atterrà rigorosamente a tutte le norme di sicurezza dettate dal Governo e dai protocolli regionali, nella prospettiva di bilanciare sicurezza, salute e diritto alla socialità, al gioco ed in generale all’educazione dei bambini. Al momento dell'ingresso e dell'uscita sarà attivato un apposito triage con la messa in atto di alcune procedure a tutela della salute della comunità, tra cui la misurazione della temperatura e la disinfezione delle mani. L'attività sarà organizzata a piccoli gruppi, con rapporto 1 educatore ogni massimo 7 bambini e per tutto il turno la composizione del gruppo non sarà modificata, al fine di ridurre al minimo i contatti incrociati tra persone. In misura maggiore rispetto agli anni precedenti, le proposte privilegieranno l'attività all'aperto e ogni giorno ci sarà una pulizia approfondita degli ambienti utilizzati, attrezzature e giochi compresi. Tutti gli educatori saranno inoltre formati con uno specifico percorso formativo sulla sicurezza e le regole anti-contagio.


Per informazioni:

Agenti zero zero waste in azione Campagne

Con l’edizione 007 della campagna "Chi li ha visti?" la Regione Emilia-Romagna lancia la sfida per ridurre i rifiuti. Tu ci sei?

Nuova edizione di “Chi li ha visti?”, l’ormai storica, giallissima campagna informativa curata da La Lumaca con cui la Regione Emilia-Romagna ricostruisce il percorso dei rifiuti dopo la raccolta differenziata e coinvolge i cittadini sugli obiettivi regionali. I dati della settima edizione, realizzata in collaborazione con Arpae e grazie anche al contributo di Conai, sono molto incoraggianti ma si può e si deve puntare ancora più in alto.

Nel 2018 gli emiliano-romagnoli hanno differenziato il 68% dei rifiuti prodotti e il riciclo di materia è giunto al 60%. Una grande occasione per il pianeta e per l’economia locale visto che il 70% dei rifiuti raccolti in modo differenziato è trattata in impianti di recupero presenti in regione. Ma il pianeta ha lanciato il suo S.O.S. e non ci si può fermare qui.

Analisi merceologiche sull’indifferenziato rivelano, infatti, che il 53% circa dei rifiuti presenti nel cosiddetto “bidone grigio” ci finisce per errore e sarebbe recuperabile. Ognuno di noi può diventare agente del cambiamento “zero zero waste” prestando più attenzione a come separa i rifiuti in casa e a cosa butta nell’indifferenziato. Le vaschette di plastica sporche, ad esempio, una volta rimossi gli avanzi di cibo (che vanno nell’umido) possono essere gettati tra gli imballaggi in plastica. Discorso analogo per i vasetti e i contenitori in vetro: vanno nella raccolta dedicata al vetro, appunto, in questo caso anche se non sono stati ripuliti.

È incredibile: la raccolta differenziata fatta con cura continua ad essere il modo più semplice ed efficace per non sprecare risorse e alleggerire il peso dell’uomo sul pianeta. Un’opportunità che ognuno di noi può cogliere senza uscire di casa.

La campagna “Chi li ha visti?” arriverà nei principali uffici pubblici locali e nei centri di educazione alla sostenibilità regionali a partire da settembre ma è già possibile scaricare e consultare i materiali informativi online e la campagna social sulla pagina Facebook E-R ambiente e sostenibilità della Regione Emilia-Romagna

Sempre in autunno sarà possibile prenotare gratuitamente la mostra divulgativa itinerante per esporla in occasione di eventi e iniziativi sul tema dei rifiuti e della sostenibilità.

Per informazioni:

Chi li ha visti? – Regione Emilia-Romagna

COVID: che aria tira? Appuntamenti

Presentato in diretta streaming l'analisi di Life PrepAIR sugli effetti del lockdown sulla qualità dell’aria nel bacino padano

È uno degli argomenti più discussi dell’emergenza Coronavirus. Le misure di contenimento della pandemia COVID-19 durante la fase 1 hanno portato a una riduzione drastica e forzata delle principali fonti di inquinamento atmosferico, come i trasporti e i consumi industriali. Che effetti ha avuto questa situazione inedita? Abbiamo davvero respirato aria più pulita? I partner del progetto Life PrepAIR per la qualità dell’aria nelle regioni bacino padano hanno presentato il 19 giugno scorso in diretta Youtube i risultati dello studio preliminare sul tema, con il sostegno grafico de La Lumaca.

I risultati ottenuti in questo primo studio confermano che la situazione della qualità dell’aria nel Nord Italia è molto complessa. Se alcuni inquinanti gassosi, come il benzene e gli ossidi di azoto, si sono notevolmente ridotti durante il lockdown, l’andamento del particolato PM10 e PM2,5 ha subito una riduzione molto meno marcata, seppur importante, e molto influenzata anche dalla condizioni meteorologiche.

Quali ipotesi si possono fare davanti a questi primi risultati? Di certo l’aumento dei consumi di gas e di legna per riscaldamento domestico, in condizioni meteorologiche che hanno limitato la dispersione degli inquinanti, ha prodotto emissioni di origine primaria (ovvero derivanti da processi gestiti direttamente dall’uomo) per il particolato. Inoltre la presenza di quantitativi di inquinanti precursori, come l’ammoniaca prodotta in agricoltura e allevamento, ha prodotto PM di origine secondaria (ovvero derivanti da complessi processi chimico-fisici che agiscono sulle emissioni di origine antropica).

Lo studio preliminare sembra confermare la necessità di una strategia incentrata su interventi plurisettoriali e multi-inquinante a larga scala, con interventi mirati a ridurre sia le emissioni dirette che dei precursori delle PM. La riduzione degli inquinanti gassosi è un risultato importante ma non sufficiente, nelle condizioni meteorologiche di stagnazione tipiche della pianura padana, a garantire il rispetto dei valori limite fissati dalle norme europee. Nei prossimi mesi studi ulteriori potranno approfondire l’argomento e ad affinare le strategie ed azioni future.

Life PrepAIR è progetto europeo che si occupa di politiche della qualità dell’aria nel bacino padano, e che ha come partner le Regioni Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e relative ARPA, la Provincia Autonoma di Trento, ARPA Valle d’Aosta, le municipalità di Milano, Torino e Bologna, ART-ER, Fondazione Lombardia Ambiente e l’Agenzia per l’Ambiente della Slovenia.

Per informazioni:

Life PrepAIR

ViviVideo: il grano è così Vivivideo

A che servono tutte queste spighe diverse? Per capire la biodiversità basta ascoltare la voce di chi la terra la conosce davvero

Vivigulp giugno 2020 Vivigulp

108 Biodiversità

Dalla fattoria alla forchetta Informazione

Approvata dalla UE la strategia per un sistema alimentare sostenibile: 20 miliardi di investimento

Maratona Green Deal Appuntamenti

Il 25 giugno una giornata di eventi in diretta su RaiPlay per tracciare la strada dell'economia verde

Viva il buono mobilità Informazione

Tutto quello che devi sapere per ottenere il rimborso del 60% sull'acquisto dei tuoi mezzi green

La biodiversità non è l'elefante bianco Fai la cosa giusta

Dalla rete i suggerimenti per preservare la biodiversità

ViviSlurp: la ricetta di giugno 2020 Vivislurp

Bastoncini di zucchine al forno: ricetta per 4 persone, preparazione 10 minuti, cottura 20/30 minuti

Le zucchine sono le migliori amiche delle diete ipocaloriche e per chi ha problemi diuretici. Sono composte per il 95% da acqua, hanno pochissimi grassi e poche calorie. D’altra parte anche l’apporto delle proteine vegetali è estremamente scarso e le fibre sono presenti ma non in grande quantità. Questo ortaggio è facilmente digeribile e quindi consigliato per chi ha problemi digestivi.
Tra le vitamine, sono presenti la A e la C e alcune vitamine del gruppo B; tra i minerali spicca il potassio ma ci sono anche fosforo, calcio, ferro e manganese.
Quando si acquistano le zucchine occorre controllare che siano freschissime perché non hanno una lunga resistenza: devono essere sode, con la buccia di colore brillante e senza ammaccature.

INGREDIENTI:

Taglia le zucchine a bastoncini, mettile in una pirofila e ricoprile completamente con la farina di mais. Sistema un foglio di carta da forno sulla leccarda e disponi le zucchine senza sovrapporle troppo. Aggiungi sale a piacimento e un filo d’olio, poi cospargi con il formaggio grattugiato. Cuoci in forno ventilato a 200° C per 20/30 minuti e fai gratinare qualche minuto con il grill del forno, finché non saranno dorate.

L’arte del riciclo in cucina
Se ti avanzano un po’ di queste zucchine puoi tagliarle a pezzetti, aggiungere un cucchiaio di capperi, buccia di limone grattugiata, olio extravergine di oliva e usare questo condimento per un piatto di spaghetti veloce ma molto gustoso

Consigli utili per diminuire l’impatto della tua stampa