Note storiche…
La brigata “Fulmine" a Capanna Tassone
Durante la primavera del 1944 cominciano nella montagna modenese le grandi azioni contro le truppe nazi-fasciste, favorite da un più ampio reclutamento e dall’unificazione dei gruppi di volontari.
Dopo le battaglie di monte Penna e di Fanano, le forze partigiane furono protagoniste di un altro episodio che vide impegnato a Capanna Tassone il reparto guidato da “Fulmine”. In questa ex caserma della forestale, posta sulla strada del passo di Croce arcana in prossimità della linea Gotica, erano state trasportate le armi e le munizioni lanciate dalle truppe alleate per sostenere la lotta di liberazione.
Su quelle armi i tedeschi volevano mettere le mani e fecero partire da Cutigliano, sul versante toscano, all’alba del 27 maggio, una colonna composta da 120 uomini con l’obiettivo di assalire alle spalle i partigiani e spingerli in fondo alla valle dove sarebbero poi intervenute le truppe di Sestola. I tedeschi arrivarono di prima mattina mentre i partigiani stavano mangiando il gnocco fritto e stavano scaldandosi al fuoco dopo una notte passata di sentinella. Un sergente della milizia fascista si affacciò alla porta intimando la resa: i partigiani risposero facendo partire raffiche di mitra. Il reparto era comandato da “Fulmine”, un uomo con i nervi saldi che subito predispose la difesa, sostenendo l’assalto fin verso sera quando i tedeschi vennero a loro volta accerchiati dai rinforzi fatti partire da Ospitale.
“Quel giorno vide eccezionali atti di valore- ricorda il comandante Armando - e restò famosa la prontezza di spirito del partigiano Fulmine: quando dentro alla caserma arrivavano le bombe lanciate da fuori, le afferrava e le rilanciava contro i nemici”. I tedeschi, costretti alla ritirata, abbandonarono sul campo mitragliatrici pesanti e mortai. “Sbandati e abbacchiati”, come ricorda Davide (Osvaldo Poppi), tedeschi e fascisti scavalcano il passo e fanno ritorno a Cutigliano.
Oggi Capanna Tassone è un moderno e accogliente rifugio con servizio di alloggio e ristorante, punto tappa obbligato per chi vuole conoscere una delle zone più affascinanti di tutto l’alto appennino modenese. Una lapide in marmo posta a fianco della porta di ingresso ricorda ancora quegli avvenimenti, quegli uomini “senza pennacchi e galloni dorati” che con semplicità ed abnegazione furono gli artefici veri della vittoria del 25 aprile 1945.


